Un’altra buona PROVA di VALIDITA’ ORGANIZZATIVA delle SOCIETA’ Regionali
Dopo il week-end Lignano-Monte Prat, ancora un successo
delle Società regionali nell’organizzare eventi di importanza nazionale con
Coppa Italia e Campionato Italiano MTB.O. Un compito non facile per Nordest
Tarcento e CAI XXX Ottobre che si sono divisi i compiti nel gestire uno sport
così complesso che è quasi impossibile non commettere qualche errore. Questa
volta tutto sarebbe stato impeccabile se una lanterna non fosse stata invano
cercata dai concorrenti di un paio di categorie.
Anima e musa ispiratrice di questi due importanti eventi è
stata Clizia Zambiasi, che in un momento di stasi del MTB.O ha impegnato tutto
il suo entusiasmo per rivitalizzare questa specialità che, con l’esodo di
alcuni dei migliori atleti regionali, rischiava di spegnersi del tutto.
Questa occasione è stata utile anche per continuare il
dialogo aperto con Gorizia Triathlon, con la speranza che in futuro l’impegno
dei loro atleti, fisicamente validi, passi dalle “promozionali” e dagli
“esordienti” a un’attività più ampia nelle categorie agonistiche, fino a
costituire un punto di riferimento nel goriziano.
Il bel tempo del sabato era la coda di un periodo di clima
tropicale che bene si intonava con la vegetazione particolarmente rigogliosa,
che può aver nascosto ai concorrenti alcuni possibili utili riferimenti. I
sentieri minori, ben inerbiti e celati da un ricco fogliame, spesso non sono
stati individuati e hanno portato gli atleti a commettere qualche errore di
troppo. Situazioni tragicomiche sono state documentate dal cineoperatore RAI a
qualche centinaio di metri dalla partenza, dove si sono visti concorrenti
avventurarsi verso il nulla e ritornare dopo diversi minuti. Altri andare su e
giù cercando di riposizionarsi e sperando nell’illusoria collaborazione di
qualche altro malcapitato collega.
Una W45 risaliva sconsolata dal fondo della dolina della
“54” sull’orlo di alzare bandiera bianca (un piccolo incoraggiamento le evitava
una ritirata strategica).
La fitta labirintica rete di sentieri su un terreno
piuttosto uniforme ha costituito la maggiore difficoltà tecnica, ben sfruttata
dal tracciatore. A tal riguardo i commenti sono stati completamente positivi, e
in particolare la Scaravonati, vincitrice in WE, ha riassunto con una semplice
battuta le sue impressioni: Una delle più
belle gare della mia carriera. Mi sono divertita molto. La pluricampionessa
tuttavia qualche errore l’ha fatto; è stata vista infatti sbucare dalla fitta
boscaglia come un vietkong, bici alla mano, per raggiungere la fatidica 54.
Onestamente in quella zona, come in altre, era impossibile anche camminando
ritrovare la traccia del sentiero, puntinato in mappa.
Analoghi i commenti di Luca Dallavalle, 1° in ME, che ha definito
la gara di Doberdò degna di un Campionato del Mondo. Se lo dice lui, bronzo ai
Mondiali di Montalegre 2010…
Il tarcentino Elvis Forabosco per un solo minuto ha ceduto
il gradino più alto al forte atleta trentino. Elvis non ha gradito il fondo del
terreno carsico, particolarmente duro e sassoso.
Un finale davvero trionfale la ripida discesa ai cui piedi
era posizionata la “100” da dove, sulla sede di una vecchia strada militare in
falsopiano, si potevano spendere le energie residue per lo sprint finale. Il
massimo della concentrazione e la stanchezza non hanno permesso anche agli
atleti meno interessati alle prime posizioni di classifica, di dare uno sguardo
allo splendido panorama che si offriva sull’ampia depressione del Lago di
Doberdò, unico esempio in Italia di lago carsico, e sulla limpida pianura
isontina su cui spicca l’alto campanile romanico di Aquileia, oltre alla
mastodontica sagoma dell’ultima nave da crociera in costruzione alla
Fincantieri di Monfalcone. Panorama che invece hanno potuto godere coloro che
hanno partecipato all’escursione alla Casa Cadorna, antica caserma del Fronte
italiano della Grande Guerra.
Come promesso una ricca premiazione ha visto riconosciuti a
chi è salito sul podio, i meriti per aver superato brillantemente una prova per
niente banale. La forte e temuta rappresentativa austriaca con una quindicina
di iscritti ha piazzato ben 9 atleti sul podio. Spicca su tutti la giovane
Marina Reiner, giunta 2° in W E a 4 min dalla Scaravonati.
Hanno ottenuto il Titolo regionale:
2° in W 45 Marirosa Hechich – Semiperdo…………………………………………
3° in M 16 Davide Cimarosti – Semiperdo……………………………………………
6° in M 35 Mauro Sergas – CAI XXX Ottobre………………………………………..
3° in M 45 Giorgio Mognato – Nordest Tarcento……………………………………..
5° in M 55 Giuseppe Specogna – Friuli MTBO……………………………………
Sono comunque saliti sul podio senza acquisire alcun Titolo
:
Marco Cimarosti 1° in M 12 – Semiperdo…………………………………………
Davide Cimarosti 3° in M 16 “ ………………………………………………
Nicola Pilotto 2° in MA “ ………………………………………………….
Ariano Gon 1° – CAI
Monfalcone e Raffaele Venir 3° – Semiperdo in M B…………..
Marchesin Federica 1° in WA – CAI XXX Ottobre……………………………………
Menzione particolare per Iris Pecorari, figlia d’arte, che
con i suoi 8 anni, probabilmente era la più giovane iscritta alla gara. Nella
stessa categoria Esordienti figura come 1° in classifica un orientista non di
primo pelo, è il caso di dirlo, essendo stato in passato tesserato con “Le
Volpi”. Si tratta di Diego Roveri, presentatosi al nastro di partenza insieme
ad altri due colleghi zuzzurelloni sotto la bandiera dei “Zievoli” (trad.
cefali).
Opportunità per tutti di prendersi la rivincita il prossimo
20 maggio ai Campionati Italiani Sprint a Carbonara (PD).














































![image_mini[2] image_mini[2]](http://fisofvg.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/image_mini2-150x148.jpg)





































































